Carte clonate per giocare alle Slot machine

Clonavano carte di credito e giocavano al Casinò.

Circa trenta gli arresti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falsificazione di carte di credito e documenti d’identità, fino alla ricettazione.

La “banda” specializzata nella clonazione di carte di credito non operava da sola, avevano alle spalle un uomo napoletano, titolare di una società specializzata nella produzione di badge e quindi con macchinari già predisposti per la confezione di carte di credito.

L’organizzazione sottraeva alle Poste carte di credito per clonarle e poi rispedirle ai titolari. Con queste i componenti della “banda” si recavano in Casinò terrestri per cambiare fiches o registrandosi sui casino online con documenti falsificati e versando tramite tali carte.

Sulle carte contraffatte venivano addirittura stampati gli elementi personalizzati quali immagini, loghi, presenti sui supporti genuini delle carte di credito. I dati del titolare riportati sulla carte clonate erano generalmente di fantasia o di comodo, in modo da poterli associare a un documento d’identità falso o falsificato allo scopo di garantirne un facile utilizzo.

Una vera e propria organizzazione criminale, tra cui figuravano alcuni appartenenti alla camorra, alla ‘ndrangheta e alla sacra corona unita.

Nel mirino degli inquirenti, anche complicità in alberghi ed esercizi commerciali che hanno accettato le carte di credito clonate.

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