Arrestato nel Veronese un giovane nomade: cercava di derubare le Slot in un Bar

slot-scassinateNomade 19enne arrestato nella casa popolare dove viveva con il padre, ere stato tra gli autori della spaccata in un Bar del Veronese. Giovanissimo ma già con una fedina penale lunga, per lui niente domiciliari. O meglio non questa volta.

Come detto, a 19 anni aveva già molti precedenti, per questo ieri il giovane nomade residente nelle case popolari Veronesi, è stato arrestato dopo che il giudice ha deciso la revoca dei domiciliari.

Lo scorso febbraio, assieme a due complici, il giovane era stato sorpreso dai carabinieri mentre tentava di derubare le slot machine di un Bar del Centro, tra cui le sue “vittime” preferite, la Slot Book Of Ra e la Fowl Play Gold. 2 Slot che lui stesso ha dichiarato di amare e che giocava di giorno e tentava di derubare di notte…

La spaccata era terminata con l’arrivo degli uomini dell’arma intervenuti tempestivamente dopo il suono dell’allarme.

Processato per direttissima il nomade aveva ottenuto i domiciliari.

Come riportato da il Giornale di Città, il tribunale dei minori ha dato ordine di procedere all’arresto. Il ragazzo ora dovrà scontare 3 anni in prigione.

Slot truccate a Genova: Raffica di arresti

Si è concluso con 30 condanne il processo davanti al tribunale collegiale di Genova, nei confronti di un’organizzazione dedita alla manomissione delle macchinette slot in bar e circoli privati in diverse città d’Italia.

Inizialmente sono state portate a giudizio 34 persone, con reati che andavano dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata all’erario, alla corruzione. Per 14 persone il collegio ha pronunciato assoluzioni.

Le pene più alte sono state inflitte a un padre e un figlio, ritenuti i promotori dell’associazione e condannati rispettivamente a sette anni e sette mesi e cinque anni di reclusione. 

Le altre condanne vanno da un massimo di tre anni e quattro mesi ad un minimo di un anno. Imputati erano molti baristi, poi tecnici informatici e imprenditori.

Secondo la ricostruzione che aveva portato al processo – l’indagine partì nel 2009 – le macchinette da gioco, tra cui è spuntata indubbiamente anche la vantaggiosissima Slot Book Of Ra, erano alterate trasformando semplici videogiochi in Slot Machine con l’inserimento di una doppia scheda, in modo tale che il gestore dell’apparecchio, con un telecomando, potesse azionare il cambio di funzione.

Una frode informatica grazie alla quale, quando l’apparecchio funzionava come slot, era sottratto al controllo dei Monopoli di Stato.

Rubano Slot presso un’enoteca e riescono a fuggire

Napoli. Rubano due slot machine all’interno di un’enoteca e poi fuggono via con il bottino prima dell’arrivo dei militari.

Il colpo è stato messo a segno nella notte, intorno alle tre nei pressi di un noto esercizio commerciale della zona.

I malviventi che hanno agito sono almeno due, forse anche tre su questo non si ha nessuna certezza, tutti incappucciati.

La loro azione è stata velocissima. Hanno forzato la porta d’ingresso e sono scappati via con le due macchinette mangiasoldi e la conosciutissima Slot Book Of Ra, caricate su un mezzo parcheggiato all’esterno, di cui ancora non si conosce il modello. Nonostante l’allarme suonato e collegato ad un istituto di vigilanza privato, i ladri sono riusciti a fuggire e a non farsi scoprire.

L’allarme ha inviato sul posto una pattuglia dei carabinieri che non ha fatto in tempo a raggiungere i malviventi in fuga. Sull’episodio indaga la squadra dei carabinieri di zona che in queste ore sta monitorando attentamente le immagini del sistema di videosorveglianza che arrivano sia dall’esercizio commerciale in questione che da quelli situati nelle vicinanze.

Sono diversi gli elementi su cui bisognerà fare chiarezza. Il numero dei ladri in azione, per esempio, visto che sembra che una terza persona stesse aspettando gli altri due in macchina. In fase di quantificazione c’è anche il bottino racimolato dai malviventi.

Carte clonate per giocare alle Slot machine

Clonavano carte di credito e giocavano al Casinò.

Circa trenta gli arresti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falsificazione di carte di credito e documenti d’identità, fino alla ricettazione.

La “banda” specializzata nella clonazione di carte di credito non operava da sola, avevano alle spalle un uomo napoletano, titolare di una società specializzata nella produzione di badge e quindi con macchinari già predisposti per la confezione di carte di credito.

L’organizzazione sottraeva alle Poste carte di credito per clonarle e poi rispedirle ai titolari. Con queste i componenti della “banda” si recavano in Casinò terrestri per cambiare fiches o registrandosi sui casino online con documenti falsificati e versando tramite tali carte.

Sulle carte contraffatte venivano addirittura stampati gli elementi personalizzati quali immagini, loghi, presenti sui supporti genuini delle carte di credito. I dati del titolare riportati sulla carte clonate erano generalmente di fantasia o di comodo, in modo da poterli associare a un documento d’identità falso o falsificato allo scopo di garantirne un facile utilizzo.

Una vera e propria organizzazione criminale, tra cui figuravano alcuni appartenenti alla camorra, alla ‘ndrangheta e alla sacra corona unita.

Nel mirino degli inquirenti, anche complicità in alberghi ed esercizi commerciali che hanno accettato le carte di credito clonate.